
Tre voci una storia: le persone che hanno costruito l’Home of Endur
a cura della Finale Outdoor Region FOR
Prima delle grandi competizioni internazionali, prima dei paddock e dei rider arrivati da ogni parte del mondo, c’erano i sentieri. E c’era un territorio che, quasi naturalmente, sembrava fatto per essere esplorato in mountain bike.
La storia dell’enduro a Finale Ligure è nata così: dall’incontro tra un paesaggio unico, una comunità di appassionati e la capacità di alcune persone di vedere, prima di altri, le possibilità che quel territorio poteva offrire. Una storia cresciuta nel tempo, insieme alla disciplina, fino a trasformare Finale in uno dei luoghi più riconoscibili dell’enduro internazionale.
A raccontarla, nelle videointerviste che accompagnano questo numero, sono Enrico Guala, Riccardo Negro e Andrea Principato, tre persone che hanno vissuto da protagonisti momenti diversi di questa evoluzione.
Dai primi anni sui sentieri alla nascita delle grandi competizioni, dall’organizzazione degli eventi al rapporto con i rider, le loro voci ricostruiscono una vicenda fatta di intuizioni, lavoro, passione e soprattutto di un legame profondo con il territorio.
È anche la storia di una piccola realtà che, nel corso degli anni, ha imparato a misurarsi con una dimensione internazionale senza perdere il proprio carattere e la propria identità. Di eventi diventati appuntamenti attesi nel calendario mondiale e di una comunità che ha saputo accogliere generazioni diverse di rider, fino a costruire attorno a Finale un autentico senso di appartenenza.
Oggi, con gli UCI Mountain Bike Enduro & E-Enduro World Championships 2026, si apre un nuovo capitolo.
Ma le videointerviste guardano anche indietro, alle origini, per capire che cosa abbia reso possibile questo percorso e perché, ancora oggi, per tanti rider Finale Ligure significhi qualcosa di più di una destinazione per andare in mountain bike.
Tre voci, dunque, per raccontare una storia che è diventata collettiva. E che continua a scriversi sui sentieri di Finale.

